grafico dell'itinerario 1
carta dell'itinerario
Descrizione dell'itinerario
Da Civita, poche bianche case aggrappate su un roccioso sperone a
picco sul Raganello, si scende, in prossimità del parcheggio, a destra su una via
cementata che subito
raggiunge lo spettacolare Ponte
del Diavolo, ardita opera medievale ad ununica arcata splendidamente gettata sulla
Gola del Raganello. Il ponte, che una leggenda vuole essere stato costruito dal demonio,
offre uno splendido spaccato del tratto terminale del canyon. Dopo il ponte si continua
sulla
mulattiera portandosi quasi sulle
sponde del torrente. Qui si
può lasciare la MTB per superare
alcuni cespugli di fioriti oleandri ed entrare nel canyon. Il primo tratto di questo può
essere percorso tranquillamente a piedi fermandosi quando le difficoltà divengono di tipo
alpinistico. Ripresa la mulattiera si sale in un ambiente soleggiato incontrando spesso i
pastori con le loro greggi. Qualche terrazzamento ad olivo, qualche
boschetto e oleandri sulle rive dei
torrenti accompagnano fino ad una sterrata che, a destra, porta alla strada per S. Lorenzo
Bellizzi. Si va a sinistra salendo in un ambiente agricolo e toccando numerose costruzioni
rurali da cui è facile vedere uscire chi ti vuole dare informazioni, offrire il latte
appena munto, oppure semplicemente parlare di se e della sua terra. Lo stradello,
prevalentemente sterrato, supera due vie minori sulla destra e infine
confluisce sulla strada
proveniente da Cerchiara di Calabria che, a sinistra, porta a S. Lorenzo Bellizzi che può
essere considerato il "balcone" sulla Gola di Barile. Dalla piazza del paese si
segue la malandata strada asfaltata che, senza possibilità di errore, conduce al Colle di
Conca, una verde depressione che si apre sotto la verticale parete della Falconara.
Trascurata la strada a destra per
Terranova
Pollino si è al bivio per S. Anna. Scendendo a sinistra si può raggiungere la visibile
chiesetta splendidamente integrata in un ambiente severamente montano. Qui, ogni anno, il
26 luglio, si svolge una caratteristica festa incentrata sulla processione alla Grotta
della Santa. Tornati alla strada principale si continua passando sotto la Falconara e poi
iniziando a scendere verso Civita. Tuttintorno il paesaggio si presenta brullo e
roccioso cosa che contrasta, e non poco, con il lussureggiante mare di verde del Bosco La
Fagosa che, a destra, risale verso la Serra delle Ciavole e la Serra Dolcedorme. Tenendosi
sempre sulla via principale e trascurando le deviazioni sulla destra si attraversano i
piccoli centri agricolo-montanari della località
Belizia.
La sterrata si tiene costantemente alta sulla Gola del Raganello e infine, al Colle
Marcione, diviene asfaltata. Si prosegue quindi sulla solitaria stradina che, di lì a
poco, scende tortuosamente ritornando a Civita.