LE STRADE REALI DI CACCIA

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Vittorio Emanulele II, il "Re Cacciatore", è sicuramente uno dei sovrani di casa Savoia a essere maggiormente ricordato quando si parla della natura di Piemonte e Valle d’Aosta. Per uno strano scherzo del destino, infatti, si deve probabilmente al re che più di ogni altro amò spianare il

fucile contro la fauna selvatica la salvaguardia di alcune specie animali che, nei decenni passati, rischiarono l’estinzione, primo fra tutti lo stambecco. Il creare riserve reali di caccia, come quelle del Gran Paradiso e dell’Argentera, a cui solo lui poteva accedere, fece si che il  numero

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di capi abbattuti, anche se alto,

Stambecchi tranquilli al pascolo

non raggiungesse mai un limite tale da compromettere l’esistenza stessa della specie. Non a caso, infatti, il nucleo più consistente di stambecchi rimase proprio nella zona del Gran Paradiso. Il sovrano, però, per raggiungere i migliori appostamenti, aveva bisogno di ampie mulattiere da percorrere a cavallo e con il suo seguito. Per questo i valligiani

furono   incaricati di costruire, e poi mantenere, mulattiere e strade che salissero ai valichi senza eccessive pendenze e con numerosi tornanti che addolcissero il percorso. Nacque così tutta una rete viaria, che spesso ricalcava piste più antiche, che portava a aperti pianori, dove furono

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edificate, per la sosta, le Case di Caccia, e ad alti valichi, dove il re si

La Finestra di Camporcher, storico appostamento di caccia reale

appostava dietro muretti a secco appositamente innalzati. Furono gli anni tra il 1860 e il 1865 quelli che occuparono maggiormente gli abitanti delle valli del Gran Paradiso nella costruzione delle strade reali

di caccia. Strade giunte fino a noi a volte ben conservate, altre, purtroppo, ormai ridotte a sentiero. In tutti i modi la loro percorribilità è spesso facile e per questo si prestano per ottime passeggiate ed escursioni nei luoghi naturalisticamente più interessanti

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   del Parco del Gran Paradiso.

L'antica mulattiera che portava alla casa di caccia ancora visibile presso il Rif. Sella

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