PARCO NAZIONALE GRAN PARADISO

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cartagalgano_small.gif (1909 byte) carta del parco

Dove si trova:  nelle Alpi Graie, tra Piemonte e Valle d’Aosta

Anno di istituzione: 1922

Estensione: 72318 ettari (di cui 33861 in Piemonte)

Sentieri segnati e tabellati: si, con frecce indicatrici

Rifugi nell’area del parco: Rifugio Città di Chivasso (0124/953150), Rifugio Savoia (0165/94141), Rifugio Vittorio Sella (0165/74310)

 Informazioni: Ente Parco a Torino (011/8171187), Centro Visitatori a Noasca (0124/901070) e a Ceresole Reale (0124/953121-953186)

Storia: il Gran Paradiso fu il primo parco nazionale ad essere istituito in

Italia e fu voluto dal Re Vittorio Emanuele III che, nel 1918, decise di donare l’area, sua riserva di caccia privata,  allo Stato italiano. Ben 4 anni furono necessari all’effettiva entrata in funzione del parco che comunque non riuscì a tutelare la fauna fin dopo la Seconda Guerra Mondiale. Nel 1945, 

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infatti, la popolazione di stambecchi era

Stambecchi al Rifugio Sella

ridotta a poche centinaia di esemplari e, quindi, era a rischio di estinzione. La più rigida tutela degli ultimi decenni ha favorito lo sviluppo di questo ungulato e oggi si contano circa 4000 capi.

 Descrizione fisica: il parco si estende intorno all’imponente cima del

Gran Paradiso, l’unico 4000 totalmente italiano. Il versante piemontese si presenta difficilmente accessibile e tagliato da valloni lunghi e scoscesi percorsi da impetuosi torrenti. Le valli presentano tutte la caratteristica forma derivante dall’escavazione glaciale.

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Laghi glaciali al Colle della Porta

Natura da scoprire:   il regno dello stambecco e del ghiaccio. Con queste poche parole si possono individuare i due elementi naturalistici chepredominano in tutta l’area del parco. Sarebbe però limitativo fermarsi a questi. Di grande interesse risultano essereanche le evidenti rocce montonate su cui sono visibili i millenari segni del passaggio dei ghiacciai. O le piccole valli pensili occupate

    spesso da laghetti oppure percorse da sinuosi ruscelli che superano il salto glaciale con lunghe e spumeggianti cascate. Tra la preziosa e rara flora va segnalata, in particolare, la stella alpina, fiore non comune sui prati e il cui incontro rappresenta

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ormai un evento quasi eccezionale. 

Stella alpina presso il Lago Miserin

Situazione attuale: Per il Gran Paradiso non ci sono dubbi che dal punto di vista naturalistico sono stati ottenuto grandi risultati. Lo dimostra la presenta di oltre diecimila camosci e di quasi settemila stambecchi che lo rendono un paradiso naturale per la fauna selvatica. Osservare gli stambecchi che placidamente pascolano nella conca del Rifugio Sella, sotto il Col Louson, alla Casa di Orvielle o all’Herbetet è ormai diventata più che un’eccezione una regola. Il  vero e proprio tallone d’Achille del parco sono però i finanziamenti. La mancanza di fondi e gli esigui stanziamenti ministeriali hanno infatti comportato la drastica riduzione del personale di sorveglianza, gente del posto di grandissima esperienza e professionalità, a cui si devono i successi dell’area protetta.

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