carta dell'area
Fara S.
Martino è, sicuramente, uno dei centri montani più affascinante tra quelli che, storicamente,
sorsero alle pendici della
Maiella. Questo, probabilmente, è dovuto allambiente rupestre circostante e,
soprattutto, al vallone su cui il paese si affaccia.
Quest'ultimo è, con i suoi 14 km di
sviluppo, il più lungo canyon dItalia . Già visibile dal borgo con la sua stretta,
impressionante |
entrata, il vallone riserva notevoli
sorprese. Ad iniziare, appunto, dall'entrata, un canalino di soli 2 metri di luce chiamato
la Gola di S. Martino. Questo perché, secondo la leggenda, sarebbe stata aperta dal santo
dei Longobardi con un miracolo, per consentire alla popolazione di Fara di accedere più
velocemente agli alti pascoli della Maiella. Oltre la stretta il canyon si allarga
leggermente offrendo |

|
subito unaltra
"chicca": labbazia |
Il Vallone di S. Spirito |
benedettina, fondata nel IX secolo, di
cui affiora solo il campanile e qualche muro dopo la tremenda alluvione che la distrusse
nel 1818. Si scopre ora di trovarsi all'interno di un posto eccezionale, dove tutt'intorno
è roccia verticale, con rara e stentata vegetazione pioniera che tenta di arrampicarsi al
nudo sasso. |
ACCESSO - Fara San Martino (clicca per apire la carta generale)la si raggiunge
percorrendo la statale
n.263 che, per buona parte del suo sviluppo, corre sul versante adriatico della Maiella. A
Fara S. Martino, nei pressi di una curva della statale, si stacca a destra una
stradetta con indicazioni per la gola. La via termina ad un parcheggio con area pic - nic
dove si lascia l'auto e, a piedi, in pochi minuti, si raggiunge la strettoia, oltre la
quale sono i ruderi dell'abbazia.
|