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MERAVIGLIE NATURALI D'ITALIA

BELLUNO

LA PARETE DELLA CIVETTA

Veneto

 

cartagalgano_small.gif (1909 byte) collocazione geografica

Il maestoso gruppo della Civetta è, per enormità e arditezza

di forme, unico in tutte le dolomiti. Basti dire che quando al grande scalatore Emilio Comici veniva chiesto un parere sul perché del nome "Civetta" rispondeva sempre con poche parole: <<Perché Civetta? Perché la incanta>>.

In effetti crediamo che questa sia la spiegazione più razionale del nome. Le forme della montagna, infatti, non fanno pensare al piccolo rapace notturno. Piuttosto, se si vuole fare un paragone, lo si può fare con l’aquila, l’unico rapace in grado di poter reggere il confronto con una montagna dal portamento fiero ed inaccessibile.

Compiendo il periplo della Civetta, come proposto nell’itinerario, si civetta5small.jpg (1385 byte)ha modo di accorgersi poi dell’incredibile varietà di forme di questo massiccio. Ma è percorrendo il versante nord occidentale del gruppo   che si incontra una eccezionale meraviglia geologica, assolutamente da non perdere: la cosiddetta "parete delle pareti".

E’ questa una parete, appunto, che si estende, senza soluzione di continuità, dalla Torre Coldai alla Torre Venezia, per una lunghezza di 7 chilometri toccando altezze anche di 1200 metri.

<<Sapevo che laggiù nel Sud si innalza un erto castello di roccia, la Civetta. Non l’avevo mai vista, ma ne avevo spesso udito parlare. Su quella parete, si diceva, non bisogna mettere le mani. Una muraglia smisurata. Scariche terribili di pietre, molto ghiaccio. Tutta una schiera di celebri alpinisti 

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l’avevano tentata invano…>>.

La "parete delle pareti"

Così Emil Solleder, il forte alpinista bavarese che nel 1925 tracciò la "via direttissima" alla Civetta passando per la parete nord ovest, ricorda quanto già allora era famoso e temuto questo enorme "castello di roccia".

Oggi la Val Civetta, che si estende alla base della "parete delle pareti", è percorsa da migliaia di escursionisti che, in questo modo, si portano a casa l’immagine "classica", la più sfruttata ma anche la più significativa, della Civetta.

 

ACCESSO: La via di più facile accesso alla grande parete della Civetta prende il via da Allaghe, cittadina che si raggiunge da Belluno arrivando prima ad Agordo e da qui continuando sulla statale lungo il Cordevole, superando Listolade, Cencenighe Agordino e giungendo ad Alleghe.

Da Alleghe si sale in auto a Pian di Pezze, con la strada che transita da Coi. Da Pian di Pezze, nei pressi della chiesetta (1470 m), si prende a piedi il sent. n. 564 (freccia indicatrice) che inizia subito a risalire il torrente de l’Aiva, prendendo quota lentamente e transitando nei

cartagalgano_small.gif (1909 byte) carta del percorso a piedi

pressi di un impianto sciistico. Il percorso, più in alto, si fa più faticoso per poi tornare in lenta e graduale ascesa dopo i fienili di Pian dei Sech.

Si arriva così al bivio con il sentiero che giunge dal Col dei Baldi, dove si continua a destra arrivando, velocemente, alla stradella che sale da Palafavera, nei pressi della Forcella di Alleghe (1816 m). Ora si va a destra e, salendo decisamente, si arriva al Rifugio Coldai (2132 m). Da qui un comodo sentiero risale al Passo Coldai, scende al Lago Coldai e quindi, seguendo le indicazioni per il Rifugio Tissi, ci si porta sotto la "parete delle pareti".