| Dove si trova: Alpi Marittime, tra i colli di Tenda e della
Lombarda |
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| Anno di istituzione: 1980 |
| Estensione: 25.883 ettari |
| Sentieri segnati e tabellati: si,
con frecce e appositi cartelli |
| Rifugi nellarea del parco:
Rifugio Ellena - Soria (0171/978382), Rifugio Questa (0171/97338), Ostello a Entraque
(0171/978458) |
| Limiti o divieti per MTB:
utilizzare stradelle o ampie mulattiere segnalate |
| Informazioni turistiche: Ente
Parco a Valdieri (0171/97397), per visite guidate Cooperativa Lou Baus a Entraque
(0171/978458) |
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| STORIA
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Le montagne del parco furono antichissima sede di attività umane
ma la storia che più influenzò larea protetta risale ai decenni che vanno
dallUnità dItalia ai giorni nostri. Fu Vittorio Emanuele II che, attratto
dalla ricchezza faunistica dellArgentera, pensò di farne una riserva di caccia
privata. La pressione venatoria fu, quindi, relativamente modesta con conseguente
conservazione della fauna selvatica. Listituzione del parco da parte della Regione
ha poi definitivamente tutelato e ulteriormente potenziato le peculiarità naturalistiche
che, da sempre, sono la ricchezza di questarea montana. |
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DESCRIZIONE FISICA |
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Il gruppo dellArgentera, grande blocco cristallino delle
Alpi Marittime, ricade quasi completamente nel bacino del Torrente Gesso che, a monte di
Valdieri, si apre come la chioma di un albero insinuando i suoi rami nel cuore del
massiccio. La parte alta di tutto il bacino si presenta |
Il
massiccio cristallino dell'Argentera |
poi profondamente modellata |
da antichi ghiacciai che hanno scavato profonde vallate e
lasciato molti pittoreschi laghi. |
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NATURA DA SCOPRIRE |
Montagne che superano i 3000 metri di quota, con pareti ripide
e di chiaro stampo alpinistico. Laltezza del gruppo ha favorito il permanere del
Ghiacciaio del Gelas, il più meridionale delle Alpi, ultimo testimone delle glaciazioni
che lasciarono imponenti morene, ampi circhi glaciali, rocce montonate e azzurri laghi di
tutte le dimensioni. La fauna, ricca e varia, con oltre 5000 camosci, più di 500
stambecchi, 2 coppie nidificanti di falco pellegrino e 6 coppie di aquila reale. Il clima
alpino di queste montagne fa si che cresca spontaneo labete rosso e il pino cembro,
che sono al limite meridionale del loro areale. In particolare si segnalano alcune
emergenze particolarmente importanti sotto il profili naturalistico, storico e culturale: |
Il Gelas: le Alpi
Marittime nascondono i ghiacciai più meridionali delle Alpi. Di questi il più a sud è
il Gelas, sotto la cima dei Gelas, in costante, progressiva regressione. Questi ghiacciai
sono di tipo pirenaico quindi simili a quelli dei Pirenei e non a quelli delle Alpi.
Mancano infatti del bacino ablatore e non hanno ne crepacci ne seracchi.
Stambecchi del Piano del
Praiet: da Entraque si può raggiungere in auto San Giacomo e da qui, a piedi su
comoda pista sterrata, raggiungere il Rifugio Ellena Soria che sorge su uno spalto a
dominio del Piano del Praiet. Qui e nel vicino Vallone di Fenestrelle furono reintrodotti
gli stambecchi che hanno poi trovato in questa rupestre valle condizioni ottimali per il
loro sviluppo. Oggi qui vive la colonia più numerosa del grande mammifero che in questa
zona alpina conta circa 400 esemplari.
Cime dellArgentera:
hanno la caratteristica di essere un frammento affiorante della vecchia crosta
continentale europea. Sono quindi antichissime rocce eruttive che hanno dato origine ad un
spettacolare massiccio cristallino granitico-metamorfico modellato poi dai ghiacciai di
cui restano evidentissimi segni con morene, circhi glaciali, rocce montonate e moltissimi
laghi.
Il Canalone della Lorousa:
è una bianca striscia verticale di ghiaccio, un terribile scivoloso specchio in cui si
riflette il Corno Stella. Rappresenta una delle mete preferite degli alpinisti piemontesi
che spesso, però, ne sottovalutano le difficoltà soprattutto nel periodo invernale. Lo
risalì per primo il reverendo americano Coolidge che superò i 900 metri di dislivello e
i 45 gradi di pendenza arrivando per primo sulla Cima Sud dellArgentera.
Terme di Valdieri e Monte
Matto: fu Vittorio Emanuele II di Savoia a valorizzare la zona di Valdieri,
iniziando la costruzione dello stabilimento termale. Le sorgenti che scaturiscono ai piedi
del Monte Matto sono in tutto 36 ed hanno una temperatura variabile tra i 50 e i 69
gradi. Fin dallantichità ne vennero sfruttate le qualità benefiche derivanti dalla
ricchezza di zolfo, ferro e manganese.
Le montagne dei laghi:
lArgentera può essere definita in questo modo perché presenta tantissimi laghi naturali
di tutte le forme e di tutte le dimensioni che in genere occupano conche glaciali.
Le due zone più ricche di questi preziosi bacini idrici sono lalta valle
della Meris e, soprattutto, la testata della valle di Valasco. Qui un facile percorso per
strade militari con partenza dalle Terme di Valdieri tocca i laghi di Valscura, il lago
del Claus, quello delle Portette e quelli di Fremamorta.
Le strade reali e militari
dellArgentera: Vittorio Emanuele II di Savoia fece
dellArgentera una sua riserva privata di caccia e per salire nei luoghi più impervi
fece costruire dai locali mulattiere selciate larghe e con pendenze moderate che potevano
essere percorse a cavallo. Molte di queste sono ancora oggi percorribili nel loro stato
originario mentre altre sono state allargate prima del secondo conflitto mondiale e rese
adatte al passaggio dei mezzi bellici.
Le
palazzine di caccia: al Piano del Valasco, sopra le Terme di Valdieri, a S.
Giacomo, sopra Entraque, nel Vallone della Meris, sopra S. Anna di Valdieri e in altre
zone del Parco dellArgentera Vittorio Emanuele II fese costruire delle palazzine che
dovevano servire per lui e per la sua corte durante gli spostamenti per la caccia. Molte
di queste, pregevoli opere architettoniche, versano purtroppo in un triste
stato di abbandono. Risistemate, potrebbero rappresentare eccellenti rifugi o ostelli.
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