Una solida, fiera
costruzione che è, al contempo, edificio religioso e militare. Un possente sistema dove
alle mura del monastero e della chiesa si fondono, in un tuttuno, solide
architetture difensive.
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Una grandiosa opera progettata per
ospitare i pellegrini ma anche per scoraggiare i malintenzionati. Tutto questo è la Sacra
di S.Michele, ledificio costruito sul Monte Pirchiriano e che, visto dalla bassa Val
di Susa, pare elevarsi verso il cielo, quasi sospeso nel vuoto. Sembra che già i Romani
avessero individuato nel Monte Pirchiriano un naturale punto di controllo della Val di
Susa e che qui avessero edificato le prime strutture di guardia. Strutture ingrandite poi
dai Longobardi che utilizzarono il Pirchiriano per potenziare il loro sistema difensivo
delle |

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"chiuse". |
La Sacra di San Michele |
Ma la nascita di un primo edificio
religioso, una piccola chiesa-eremo, la si deve al vescovo di Ravenna Giovanni detto
Vincenzo, giunto qui alla fine del X secolo. Solo alcuni anni dopo arrivò sulla montagna
colui che, investendo ingenti capitali, trasformò la chiesa in un grande tempio. E
Ugo di Montboissier, ricco signore dellAlvernia, a cui era stato dato il compito di
costruire, per ottenere il perdono dei suoi peccati, una grande abbazia.
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Nasce così la Sacra di San Michele che
rappresenterà, nei secoli, il punto di riferimento di tutti i pellegrini che, superate le
Alpi, entravano in Val di Susa per poi dirigersi a Roma o in Terra Santa. Da qui, infatti,
passava un ramo della "mitica" Via Francigena, la pista che, a torto, è stata
definita "lautostrada del medioevo". Mai affermazione fu infatti più
errata, dato che la Francigena altro non era che un tracciato ottenuto raccordando strade
e sentieri già esistenti. Infatti i pellegrini, dopo aver sostato alla Sacra di
S.Michele, sicuramente riscendevano a valle e per far questo si servivano del miglior
percorso esistente: quello, cioè, utilizzato dai monaci per |
Precedenti edifici sul
Pirchiriano |
i collegamenti con S.Ambrogio di
Torino. |
L'edificio merita
sicuramente la visita per ammirare il ripido Scalone dei Morti (così chiamato perché qui
si esponevano, nelle cerimonie funebri, le salme dei monaci) che termina con la Porta
dello Zodiaco, capolavoro della scultura romanica del XII secolo. E poi la chiesa, in tre
navate, con preziosi affreschi e il famoso trittico di Defedente Ferrari. Dalla navata,
tramite una scaletta, è possibile concludere la visita scendeno nella cripta, costituita
da tre cappelle del X, XI e XII secolo.
ACCESSO IN AUTO - Da Torino, tramite
Corso Francia, sui raggiunge Rivoli e da qui si prosegue lungo la statale n.25 arrivando
ad Avigliana. Da qui una bella e panoramica strada passa nei pressi dei Laghi di Avigliana
per poi inerpicarsi sul Monte Pirchiriano e raggiungere lo spiazzo/parcheggio da dove, con
una breve passeggiata, si raggiunge la Sacra di San Michele. |
ACCESSO A PIEDI - Da San Ambrogio di
Torino, cittadina collocata poco oltre Avigliana lungo la statale n.25,esiste ancora la
storica mulattiera |
usata dai monaci per salire alla Sacra di San Michele. E' questo,
sicuramente, il tracciato più idoneo per salire alla Sacra, presentandosi anche come una
tranqulla passeggiata adatta a tutti. Da S. Ambrogio di Torino si individua, a destra
della chiesa parrocchiale, unevidente mulattiera con segnavia bianco/rossi CAI. Con
questa si sale fino ad una prima cappella da dove ha inizio, sulla destra, una
storica Via Crucis caratterizzata da alcuni tabernacoli. La via, selciata per buona parte
del suo sviluppo, si avvita con numerosi tornanti lungo i versanti orientali del M.
Pirchiriano. Si sale quindi |

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senza eccessivi strappi arrivando alle prime case di |
Sull'antica via per la
Sacra |
S.Pietro. Qui si segue lo stradello che
entra nellabitato fino ad arrivare al punto in cui si stacca, sulla destra,
una larga mulattiera (cartello dellOasi Canora Sacra S.Michele).
Imboccatala, si continua a salire, senza problemi di orientamento,
sullevidente mulattiera selciata intorno alla quale la vegetazione ha creato un vero
e proprio tunnel. Alla fine si sbuca nel piazzala antistante labbazia. Da qui,
andando a destra, si raggiunge il grande complesso monastico.
INFORMAZIONI TURISTICHE
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