MINIGUIDA

vai alla prima pagina dell'articolo

 

Quando andare

La stagione sicuramente più indicata per visitare in MTB il Pollino è l’estate quando il caldo è mitigato dagli ombreggianti boschi e dalle quote elevate delle montagne. Ottime, comunque, anche le stagioni intermedie, soprattutto la tarda primavera, quando la vegetazione riesplode in mille colori e in mille tonalità di verde, o l’inizio dell’autunno che, in genere, in queste zone non è molto piovoso. Impraticabile in MTB è invece la stagione invernale quando la neve cade copiosa al di sopra dei 1000 metri. Molte delle carrarecce sfruttate con gli itinerari si trasformano allora in affascinanti piste da fondo escursionistico.

La bicicletta

Tutti gli itinerari sono da effettuare esclusivamente in MTB dato che si svolgono soprattutto su piste sterrate con brevi tratti su mulattiere. L’asfalto, quando c’è, è del tutto approssimativo. Le sterrate, in genere, non sono fangose perché il fondo stradale è ben drenato dalle rocce calcaree. Per questo, però, si consigliano copertoni artigliati per un’ottima presa su rocce e sassi levigati. Attenzione a controllare l’impianto frenante prima delle discese spesso abbastanza ripide.

Cosa portare

Lungo tutti i percorsi non si ha nessuna possibilità di usufruire di qualunque tipo di assistenza. Per questo è indispensabile un piccolo zaino dove riporre parte del materiale per eventuali guasti meccanici (brugole, chiavi e, soprattutto, due camere d’aria e il kit per la riparazione delle forature), una mantellina impermeabile, un piccolo pronto soccorso e viveri. Per chi vuole pernottare lungo il tracciato degli itinerari è indispensabile sempre il sacco a pelo e a volte la tenda. Spesso, infatti, sul Pollino si trovano piccoli rifugi sempre aperti e non gestiti. Non è consigliabile effettuare gli itinerari con jeans e scarpe da ginnastica. I percorsi, infatti, sono adatti a tutti ma devono essere affrontati con un minimo di preparazione fisica e il giusto abbigliamento ciclistico. Ottimi, come calzature, gli scarponcini leggeri da montagna.

Termini geografici di uso comune

Nell’area del Pollino in tutti i principali riferimenti geografici si fa largo uso di toponimi locali. Per questo anche le carte dell’IGMI riportano i termini dialettali per indicare monti, cime, passi, ecc... I termini geografici più usati sono i seguenti:

COZZO: vetta circoscritta, ben distinta dalle altre

MURGIA: roccia, rilievo roccioso

SERRA: monte elevato con in genere una lunga cresta orizzontale lungo la quale si possono distinguere più vette

TIMPA: altura rocciosa generalmente dalle forme arrotondate

TOPPO, TUPPO: sta per cima (da notare la somiglianza con l’inglese "top") in genere non molto elevata

pagina successiva  freccia3.gif (249 byte)