FERROVIA SPOLETO NORCIA in MTB

INTRODUZIONE GENERALE

cartagalgano_small.GIF (1909 byte) collocazione geografica

Delle molte linee ferroviarie "minori" che un tempo percorrevano monti e colli dell’Italia centrale ne è ormai rimasta traccia solo sulle poco aggiornate carte dell’Istituto Geografico Militare: linee nere e sinuose che cercano, tra i mille rilievi, i passaggi più comodi e a pendenza meno elevata collegando località che, spesso, sono separate da dorsali montuose di non facile superamento.

E’ il caso, per esempio, della storica, e ormai dimenticata, ferrovia umbra che collegava Spoleto a Norcia.

Quest’ultima, con il suo tracciato ardito e pittoresco, rappresentava un ottimo, veloce ed ecologico mezzo di unione tra la Valle Umbra e la Valnerina, importanti vallate separate dalla dorsale del Monte Fionchi. Dorsale che, difficilmente, scende sotto i 1000 metri di quota. Inevitabilmente, quindi, essendo il dislivello da superare elevato, il tracciato

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ferroviario doveva essere progettato in

Viadotto sulla storica ferrovia

modo tale da rendere le pendenze accessibili alle locomotive e al loro pesante seguito di vagoni. A tal fine si cercò di "allungare" molto il percorso, rendendolo particolarmente tortuoso, così che il rapporto distanza percorsa - dislivello superato divenisse accettabile.

Ma allungare il percorso voleva dire intraprendere una dura lotta con la montagna e con i suoi ripidi versanti. Montagna che fu "vinta" facendo largo uso di viadotti e lunghe gallerie, elementi che rendevano singolare e suggestivo il tracciato. Il treno, partito da Spoleto, si arrampicava sui boscosi versanti del Monte Piano bucando poi la montagna ad una quota prossima ai

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600 metri e quindi scendendo,

Cippo chilometrico della ferrovia

con un percorso elicoidale, fino al fondovalle della Valnerina. Da qui, seguendo prima il corso del Fiume Nera e poi quello del Fiume Corno, arrivava a Norcia. La linea aveva molteplici funzioni, dal trasporto passeggeri e quello del bestiame cosa che la rendeva assai importante a livello locale.

Avesse continuato a "vivere" avrebbe, probabilmente, avuto la possibilità di mostrare la sua fondamentale importanza anche dal punto di vista turistico. La ferrovia stessa, infatti, con il suo affascinante tracciato montuoso avrebbe potuto rappresentare un ulteriore motivo di richiamo per tutti coloro che volevano

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visitare alcune delle più importanti

L'ex casello di S. Anatolia di Narco

città d’arte dell’Umbria. Questo  passaggio, però, non fu possibile, visto che la linea ferroviaria fu soppressa nel 1968 perché antieconomica. Da allora molte sono state le richieste da parte delle popolazioni locali affinché la ferrovia venisse ripristinata, ma tutte però infruttuose.

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