Balze, calanchi, biancane e saline

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Balze, calanchi e biancane - sono queste tre singolarità geologiche della zona circostante Volterra. Le Balze sono i punti in cui il territorio

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collinare si interrompe per lasciare spazio a verticali pareti formatesi in seguito a frane di crollo. Queste frane sono assai comuni la dove un terreno sabbioso giace su uno argilloso. Siccome l’acqua trasporta via l’argilla molto velocemente, alla sabbia soprastante viene a mancare il 

Le balze di Volterra

sostegno, perché scalzata alla base, e

quindi crolla di colpo, mantenendo verticale il punto di distacco della frana. I calanchi sono invece forme erosive tipiche delle zone dove la vegetazione stenta a crescere non cementando, quindi, il sottostante terreno. Quest’ultimo, quindi, diviene facilmente erodibile dalle acque meteoriche che, la dove ruscellano più velocemente, possono scavare profonde e piccole valli, separate l’una dall’altra da sottili creste. Per ultimo le Biancane, cupole bianche di pochi metri di diametro dovute a forme di erosione dell’acqua su argille incoerenti, argille da cui poi trasuda, depositandosi in superficie, il bianco solfato di sodio.

Le cave di sale - dove oggi si trova Saline di Volterra, e in tutto il territorio circostante, in tempi remoti si estendeva un mare particolarmente salato. La formazione successiva di lagune e il loro progressivo prosciugamento diede il via alla formazione di cospicui depositi di sale. Ai giorni nostri il prezioso composto, scavato e opportunamente trattato, rappresenta una delle maggiori ricchezze economiche di questi territori. Basti pensare che da qui vengono estratte annualmente oltre tre milioni di tonnellate di sale, superando nettamente la produzione di tutte le altre saline italiane.

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