L'ITINERARIO IN AUTO

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Firenze - Compiobbi - Pontassieve - Montefiesole - Doccia - S. Brigida - Monteloro - Fiesole - Polcanto - Monte Senario - Pratolino - Cercina - Firenze

cartagalgano_small.GIF (1909 byte) carta dell'itinerario

Dal centro di Firenze si segue la statale Tosco romagnola in direzione Pontassieve, tenendosi sempre lungo la sinistra dell’Arno (destra idrografica), superando Girone e Compiobbi e giungendo alle Sieci, dove merita la visita la bella chiesa del paese.

La romanica chiesa di S. Giovanni Battista a Remole è sicuramente il monumento principale delle Sieci e uno dei più pregevoli del Valdarno. Dell’edificio balza subito agli occhi lo slanciato campanile a monofore e bifore e, poco prima dell’entrata, un porticato del ‘600. L’interno, a tre navate su pilastri quadri, ha il tetto a capriate a vista e conserva opere di valore. Il fonte battesimale in marmo, del 1753, con balaustre in pietra serena del ‘400. Sempre quattrocentesco è il coro, dove si trova una tavola, Crocifissione, della bottega del Botticelli, mentre nella cappella vi è un’opera di Corso del Buono, Madonna in trono col Bambino, angeli e Santi.

Dalle Sieci si continua sulla statale raggiungendo Pontassieve.

Dalla piazza antistante la stazione F.S. di Pontassieve si continua sulla statale Tosco romagnola in direzione Rufina (Via Garibaldi) ma, dopo poche centinaia di metri, la si lascia per salire a sinistra lungo Via Roma. Passati davanti alla Misericordia (all’interno due dipinti del ‘400 e ‘500 attribuiti al Ghirlandaio e al Pontormo, provenienti da Santa Maria in Acone, sopra Rufina, qui posti in attesa di restauri) si giunge sotto la Porta Aretina (o Torre dell’Orologio) che consente, attraversandola, di accedere alla Piazza Vittorio Emanuele II dove ci si trova al centro della storica parte murata di Pontassieve.

La cittadina ebbe, ed in parte ha ancora, un importante ruolo come nodo stradale e commerciale per via della sua posizione, alla confluenza sia della Sieve nell’Arno, sia delle direttrici stradali che corrono lungo i due fiumi. Si può dire, infatti, che il borgo nacque intorno al ponte medievale (vedi note successive) che consentiva di superare la Sieve proseguendo o verso il Valdarno o verso la Val di Sieve e il Mugello. Questa sua funzione strategica spinse i Fiorentini, alla metà del XIV secolo, a fortificare la cittadina dotandola di una cinta muraria, andata quasi completamente distrutta. Non così, invece, le porte dell’antica cinta, ed infatti, dopo aver attraversato Porta Aretina, si vede a sinistra Porta Filicaia e, davanti, Porta Fiorentina. In Piazza Vittorio Emanuele, in direzione della Porta Filicaia, si trova la Parrocchiale, ricostruita completamente dopo la distruzione subita durante i bombardamenti del 1944, mentre a destra si innalza il settecentesco municipio, ristrutturato più volte l’ultima delle quali nel 1965.

Se invece non si attraversa la porta ma si svolta a destra si inizia a percorrere il selciato di Via Ghiberti, su cui si affacciano le case del borgo storico al termine del quale ci si trova davanti al Ponte Mediceo che, superandolo, consente di raggiungere S. Francesco.

Il borgo lineare, che si allunga sull’antica strada per il ponte medievale, è costituito da case addossate l’una alle altre senza soluzione di continuità e fu edificato nel primo Ottocento. Il borgo termina all’antico Ponte collinefirenze9small.JPG (5204 byte)Mediceo, di origine medievale ma poi ricostruito nel 1555. Il manufatto fu edificato da Bartolomeo Ammannati per Volere di Cosimo il Vecchio ed è composto da due archi a luce diseguale di 32 e 31 metri. Venne restaurato nel 1788 da Pietro Leopoldo e dopo la guerra per rimediare agli evidenti danni dovuti ai bombardamenti. Superato il ponte ci si trova davanti alla Chiesa di S. Francesco, di cui colpisce subito l’elegante portico seicentesco. La chiesa al suo interno, di stile barocco, conserva alcuni preziosi dipinti del sei - settecento, una terracotta invetriata del ‘500 (Madonna col Bambino) e un coro ligneo del 1667.

L'itinerario, però, non prevede l’attraversamento del ponte per svoltare, poco prima di questo, a sinistra lungo Via Palagi che correcollinefirenze12small.JPG (3787 byte) parallela alla Sieve. Trascurando tutte le viuzze che salgono a sinistra si continua sulla stradella fiancheggiata da basse case, in genere a uno o due piani, giungendo ad una più larga via. Su questa si va a destra e poco dopo ci si trova sulle sponde della Sieve, proprio nei pressi di una pescaia. Di lì a poco, superato un malandato parco giochi per bambini, si lascia quella che sembra essere la via più importante per prendere a sinistra la stretta lingua di asfalto che inizia ad inerpicarsi verso Monterifrassine (indicazioni per alcune aziende agrituristiche). La stradetta, assai malandata, prende subito quota in modo deciso attraversando aperte zone agricole in cui predomina la coltivazione dell’olivo. Ben presto si perviene ad un bivio. Qui, andando a sinistra, è possibile raggiungere lo storico nucleo di Pievecchia.

Svoltando invece decisamente a destra si continua verso Monterifrassine toccando le belle e panoramiche case rurali di Molin Vecchio dopo le quali si scende per alcune centinaia di metri per poi risalire giungendo davanti al cancello di Villa Grignano.

Pievecchia e Villa Grignano sono oggi sede di due floride aziende agricole ma la loro struttura ne rivela la storica funzione di residenza nobiliare. In particolare Pievecchia, il cui nome fa pensare all’esistenza di un’antica pieve di cui, però, non si hanno precise notizie, è strutturata come villa - fattoria fortificata, e ciò è suggerito dall’esistenza dell’alta torre che, sebbene rimaneggiante ampiamente, ne rende chiara l’origine militare. Da ricordare che a Villa Grignano è possibile acquistare, direttamente dal produttore, vino ed olio.

Ora la strada, solitaria e tranquilla, corre più in piano e, poco dopo, collinefirenze29small.JPG (2586 byte)entra in un fresco bosco. A questo punto manca ormai poco a Monterifrassine, località dove, a fianco delle case rurali, alcune delle quali perfettamente ristrutturate, è visibile un manufatto tronco conico in pietra che forse aveva funzioni di torre di controllo ma che, molto più probabilmente, era un raro esempio di storico mulino a vento. A Monterifrassine convergono numerose strade che conducono tutte a località assai interessanti.

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