Firenze - Compiobbi - Pontassieve -
Montefiesole - Doccia - S. Brigida - Monteloro - Fiesole - Polcanto - Monte Senario -
Pratolino - Cercina - Firenze
carta dell'itinerario
Dal centro di Firenze si segue la
statale Tosco romagnola in direzione Pontassieve, tenendosi sempre lungo la sinistra
dellArno (destra idrografica), superando Girone e Compiobbi e giungendo alle Sieci,
dove merita la visita la bella chiesa del paese.
La romanica chiesa di S. Giovanni
Battista a Remole è sicuramente il monumento principale delle Sieci e uno dei più
pregevoli del Valdarno. Delledificio balza subito agli occhi lo slanciato campanile
a monofore e bifore e, poco prima dellentrata, un porticato del 600.
Linterno, a tre navate su pilastri quadri, ha il tetto a capriate a vista e conserva
opere di valore. Il fonte battesimale in marmo, del 1753, con balaustre in pietra serena
del 400. Sempre quattrocentesco è il coro, dove si trova una tavola, Crocifissione,
della bottega del Botticelli, mentre nella cappella vi è unopera di Corso del
Buono, Madonna in trono col Bambino, angeli e Santi.
Dalle Sieci si continua sulla
statale raggiungendo Pontassieve.
Dalla piazza antistante la stazione
F.S. di Pontassieve si continua sulla statale Tosco romagnola in direzione Rufina (Via
Garibaldi) ma, dopo poche centinaia di metri, la si lascia per salire a sinistra lungo Via
Roma. Passati davanti alla Misericordia (allinterno due dipinti del 400 e
500 attribuiti al Ghirlandaio e al Pontormo, provenienti da Santa Maria in Acone,
sopra Rufina, qui posti in attesa di restauri) si giunge sotto la Porta Aretina (o Torre
dellOrologio) che consente, attraversandola, di accedere alla Piazza Vittorio
Emanuele II dove ci si trova al centro della storica parte murata di Pontassieve.
La cittadina ebbe, ed in parte ha
ancora, un importante ruolo come nodo stradale e commerciale per via della sua posizione,
alla confluenza sia della Sieve nellArno, sia delle direttrici stradali che corrono
lungo i due fiumi. Si può dire, infatti, che il borgo nacque intorno al ponte medievale
(vedi note successive) che consentiva di superare la Sieve proseguendo o verso il Valdarno
o verso la Val di Sieve e il Mugello. Questa sua funzione strategica spinse i Fiorentini,
alla metà del XIV secolo, a fortificare la cittadina dotandola di una cinta muraria,
andata quasi completamente distrutta. Non così, invece, le porte dellantica cinta,
ed infatti, dopo aver attraversato Porta Aretina, si vede a sinistra Porta Filicaia e,
davanti, Porta Fiorentina. In Piazza Vittorio Emanuele, in direzione della Porta Filicaia,
si trova la Parrocchiale, ricostruita completamente dopo la distruzione subita durante i
bombardamenti del 1944, mentre a destra si innalza il settecentesco municipio,
ristrutturato più volte lultima delle quali nel 1965.
Se invece non si attraversa la porta
ma si svolta a destra si inizia a percorrere il selciato di Via Ghiberti, su cui si
affacciano le case del borgo storico al termine del quale ci si trova davanti al
Ponte Mediceo che, superandolo, consente di raggiungere S. Francesco.
Il borgo lineare, che si allunga
sullantica strada per il ponte medievale, è costituito da case addossate luna
alle altre senza soluzione di continuità e fu edificato nel primo Ottocento. Il borgo
termina allantico Ponte Mediceo,
di origine medievale ma poi ricostruito nel 1555. Il manufatto fu edificato da Bartolomeo
Ammannati per Volere di Cosimo il Vecchio ed è composto da due archi a luce diseguale di
32 e 31 metri. Venne restaurato nel 1788 da Pietro Leopoldo e dopo la guerra per rimediare
agli evidenti danni dovuti ai bombardamenti. Superato il ponte ci si trova davanti alla
Chiesa di S. Francesco, di cui colpisce subito lelegante portico seicentesco. La
chiesa al suo interno, di stile barocco, conserva alcuni preziosi dipinti del sei -
settecento, una terracotta invetriata del 500 (Madonna col Bambino) e un coro ligneo
del 1667.
L'itinerario, però, non prevede
lattraversamento del ponte per svoltare, poco prima di questo, a sinistra lungo Via
Palagi che corre parallela alla Sieve.
Trascurando tutte le viuzze che salgono a sinistra si continua sulla stradella
fiancheggiata da basse case, in genere a uno o due piani, giungendo ad una più larga via.
Su questa si va a destra e poco dopo ci si trova sulle sponde della Sieve, proprio nei
pressi di una pescaia. Di lì a poco, superato un malandato parco giochi per bambini, si
lascia quella che sembra essere la via più importante per prendere a sinistra la stretta
lingua di asfalto che inizia ad inerpicarsi verso Monterifrassine (indicazioni per alcune
aziende agrituristiche). La stradetta, assai malandata, prende subito quota in modo deciso
attraversando aperte zone agricole in cui predomina la coltivazione dellolivo. Ben
presto si perviene ad un bivio. Qui, andando a sinistra, è possibile raggiungere lo
storico nucleo di Pievecchia.
Svoltando invece decisamente a
destra si continua verso Monterifrassine toccando le belle e panoramiche case rurali di
Molin Vecchio dopo le quali si scende per alcune centinaia di metri per poi risalire
giungendo davanti al cancello di Villa Grignano.
Pievecchia e Villa Grignano sono
oggi sede di due floride aziende agricole ma la loro struttura ne rivela la storica
funzione di residenza nobiliare. In particolare Pievecchia, il cui nome fa pensare
allesistenza di unantica pieve di cui, però, non si hanno precise notizie, è
strutturata come villa - fattoria fortificata, e ciò è suggerito dallesistenza
dellalta torre che, sebbene rimaneggiante ampiamente, ne rende chiara lorigine
militare. Da ricordare che a Villa Grignano è possibile acquistare, direttamente dal
produttore, vino ed olio.
Ora la strada, solitaria e
tranquilla, corre più in piano e, poco dopo, entra
in un fresco bosco. A questo punto manca ormai poco a Monterifrassine, località dove, a
fianco delle case rurali, alcune delle quali perfettamente ristrutturate, è visibile un
manufatto tronco conico in pietra che forse aveva funzioni di torre di controllo ma che,
molto più probabilmente, era un raro esempio di storico mulino a vento. A Monterifrassine
convergono numerose strade che conducono tutte a località assai interessanti.
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