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Il percorso in MTB

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descrizione pag.1

Roma - Albano Laziale - Ariccia - Genzano di Roma - Nemi - Lago Albano - Castel Gandolfo - Frattocchie - Roma

 

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carta del percorso

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altimetria del percorso

dislivello 870 m
tempo complessivo 5.30 ore
difficoltà: privo di difficoltà, ma per ciclisti allenati
carte: Multigraphic 1:25.000 "Roma e dintorni"

Per uscire da Roma e dirigersi verso i Colli Albani risulta assai interessante utilizzare la parte "cittadina" dell'Appia Antica, inclusa nel Parco dell'Appia Antica, e lungo la quale sono osservabili molti siti archeologici in parte ben recuperati e albani7small.JPG (7052 byte)visitabili. Per far questo è sufficiente raggiungere la Porta San Sebastiano e, in leggerissima discesa, percorrere in MTB l’antico Clivo di Marte toccando subito un gruppo di tombe e la copia del I Miglio (l’originale si trova in Piazza del Campidoglio). Superata la Marrana della Caffarella, piccolo rio affluente del Tevere, si è al bivio con la Via Ardeatina, da dove ha inizio il bellissimo rettifilo che terminerebbe, se non fosse interrotto, a Albano Laziale. Superato l’ingresso alle Catacombe di San Callisto e quello alle albani6small.JPG (5579 byte)Catacombe Ebraiche di Vigna Rondanini, si arriva alla Basilica di San Sebastiano. Duecento metri dopo ecco i ruderi della residenza dell’Imperatore Massenzio, con il famoso circo in cui si svolgevano le corse dei carri. Da qui la via inizia una lenta salita superando la tomba di Cecilia Metella subito dopo la quale è visibile un bel tratto in cui la strada è pavimentata ancora con i grandi basoli di lava vulcanica. E’ questo un bel segmento della Appia che, lasciatasi alle spalle la parte più caotica di Roma, si dipana fiancheggiata da pini e cipressi. Lungo il tracciato continuano ad essere presenti interessanti tombe e sepolcri. Dopo il Sepolcro di Sant’Urbano inizia uno dei tratti più ricchi di reperti archeologici, che prosegue nel suo andamento rettilineo fino al V Miglio. Da qui inizia un’impercettibile svolta a sinistra che porta al Tumulo dei Curiazi e poi ai ruderi del sepolcro circolare di Settimia Galla. Superati i resti di un impianto termale, si è al più grande mausoleo della Via Appia, quello di Casal Rotondo.  Oltre il VI miglio si continua sull'Appia Antica, asfaltata, che raggiunge e supera il grande raccordo anulare.albani33small.JPG (7452 byte) Oltre il raccordo la via prosegue e va a tagliare una strada asfaltata. Oltre l'Appia Antica torna sterrata, e qui sono visibili alcuni bei tratti di basolato e monumenti di epoca romana. Incontrata un'altra strada la si può superare per continuare sul lungo rettifiolo dell'Appia Antica che, in leggera pendenza, raggiunge le Frattocchie. Ora ci si immette sulla S.S. n. 7, portandosi quindi sotto al recinto che chiude il Lago Albano e incontrando la cittadina da cui prende il nome l'invaso vulcanico. Ad Albano Laziale, si può visistare il Duomo, la Chiesa di S. Pietro, del VI secolo e la Tomba degli Orazi e Curiazi. Da Albano Laziale ci si dirige, con la statale n. 7, verso Ariccia, cittadina collocata lungo il percorso dell'Appia Antica, con lo stupendo complesso di Piazza della Repubblica, creato dal Bernini intorno alla metà del '600. Poco prima del km 26, quando la statale effettua una leggera curva a sinistra, si scende a destra verso la Valle di Ariccia. Il moderno ponte della statale fu infatti fatto costruire da Pio IX. L’Appia Antica non lo percorre ma scende nella vallata superandola su un viadotto molto più piccolo, il Pons Aricius, da tutti però considerato un capolavoro di ingegneria. Al primo bivio si va a sinistra scendendo fin sul fondovalle e passando per l’antica città di Ariccia, di cui rimangono solo ruderi. Quando la strada effettua una secca svolta a destra, si va a sinistra (Via Appia Antica) salendo su strettissima lingua di asfalto e portandosi alla periferia di Genzano di Roma, cittadina famosa per i suoi vini. Non a caso la sua fontana principale è ornata da tralci e viticci, proprio per ricordare le sue tradizioni vinicole. Qui si svolta a sinistra andando a ritrovare la statale n. 7 nel centro di Genzano. La statale va presa a destra seguendola fino all’uscita dell’abitato. Qui, in corrispondenza del bivio per Nemi, si prende a sinistra salendo verso le storiche case di Genzano. Dopo 200 metri si scende a destra su sterrata scendendoalbani17small.JPG (4527 byte) all'interno del recinto vulcanico che chiude il Lago di Nemi, bellissimo e piccolo invaso, sacro alla dea Diana. Il lago rappresenta senza dubbio uno degli aspetti naturalistici più interessanti del Parco dei Castelli Romani e, lungo la sua sponda settentrionale, è ben visibile una grande costruzione. Questa ospita le famose navi di Caligola, affondate nel lago e riportate alla luce con un lungo lavoro archeologico durante il quale, albani35small.JPG (4781 byte)tra l'altro, fu anche abbassato il livello dell'invaso. Purtroppo le navi oggi visibili sono solo dei perfetti modelli perché le navi originarie furono incendiate dai Tedesci durante la Seconda Guerra Mondiale.

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